La Macchina Umana

La Macchina Umana

I tempi che stiamo vivendo stanno mettendo alla prova ognuno di noi e, sia in ambito personale che collettivo, tutto assume una connotazione atipica facendoci avvertire pressioni da più fronti, intense e persistenti. Mai come oggi l’essere umano si è trovato a fronteggiare problemi di tale complessità, soprattutto in campo medico.

LA SALUTE OCCIDENTALE

Esiste un fraintendimento diffuso che consiste nel credere che il bilancio economico di una nazione sia strettamente legato alla sua efficienza e al benessere dei suoi abitanti. Nulla di più falso. Tutte le nazioni che possiedono un alto PIL, parametro collegato alla vendita di beni e servizi a cui partecipano ampiamente l’industria farmaceutica e sanitaria, possiedono anche un tasso elevato di mortalità e di insoddisfazione personale. Difficile negare come disuguaglianza, ignoranza e materialismo costituiscano oggi i tratti dominanti di questa nostra “avanzata” società. La stratificazione sociale creatasi per effetto di una “civiltà” competitiva, la propensione ad un “progresso ecocida” rivolto al consumo e l’impiego di una “tecnologia” concentrata prevalentemente sul profitto, non possono che guidarla verso l’inevitabile collasso. L’epigenetica si occupa da tempo di studiare e comprendere come l’ambiente sia in grado di modificare l’uomo stimolandone i comportamenti psichici e le attività biochimiche. Avallare la tesi secondo cui sarebbero i geni gli unici responsabili di problemi diffusi come, ad esempio, la tendenza a delinquere o la depressione, porta inevitabilmente a trascurare la vera causa di queste piaghe: il sistema sociale in cui viviamo.

2037208298La medicina allopatica ha fatto molti progressi negli ultimi anni e, unendo sinergicamente tecnologia a conoscenza scientifica, ha indubbiamente salvato, oggi come in passato, la vita di numerose persone ma, a prescindere dai noti benefici e dalle fiction a tema tanto amate dal pubblico, resta prevalentemente uno strumento che si focalizza sul sintomo ignorando spesso cosa il sintomo rappresenti. Un approccio limitato che induce a confermare l’esistenza di un’infinità di patologie, il più delle volte impossibili da combattere alla radice a causa di un apparentemente fondato determinismo genetico. L’ortodossia scientifica, alla quale si rifà anche la medicina tradizionale, non ammette intrusioni di sorta e spinge l’operatore medico a procedere per tentativi, testando e replicando, avvalendosi unicamente dell’esperienza certificata e riconosciuta dalla comunità o, nel migliore dei casi, sperimentando cautamente per non incappare in eresie e scomuniche alla Savonarola.

Una condotta che più che essere risolutiva tende a trattare il paziente come un pupazzo meccanico, una “macchina” fragile e intrinsecamente difettosa, rendendolo dipendente da questo o quel ritrovato con la promessa di un risultato terapeuticamente soddisfacente. Quale risultato duraturo può attendersi un individuo affetto da una patologia, se le cause della stessa, per lo più psicologiche e dovute a comportamenti nocivi reiterati, restano li dove sono? Con il termine “recidiva” e un’altra dose di farmaci pare che la soluzione sia a portata di mano.

Per i dogmi che la governano e per la visione decisamente meccanicistica, la medicina cosiddetta occidentale, per quanto venga applicata seriamente e con passione, finisce così per sostenere un business il cui fine di migliorare la qualità della salute è un’utopia bella e buona. Dal marketing utilizzato copiosamente per alimentare l’ipocondria ai brevetti che garantiscono gli introiti delle corporazioni farmaceutiche (e la sopravvivenza dei farmaco-dipendenti), sono molteplici gli esempi  che ne denunciano le intenzioni misantropiche. Ma l’essere umano è davvero bisognoso di così tante cure? Ovvero, siamo certi che le sostanze classificate dalla moderna farmacopea, frutto di lunghe e costose ricerche, siano efficaci come ci fanno credere e che il supporto farmaceutico, così organizzato, sia realmente indispensabile alla vita? La risposta è NI. Ma di questo parleremo dopo una breve digressione.

CURARE LA PROPRIA VIBRAZIONE

Benché molti siano ormai convinti che per sentirsi sani basti bere la mattina una bottiglietta di fermenti lattici, per esserlo davvero sono in realtà necessari molti più accorgimenti. Poiché siamo un corpo vibrante di energia, la nostra salute deriva soprattutto dalla salute delle nostre vibrazioni, pertanto, un livello vibrazionale costantemente basso e una sollecitazione negativa di troppo, potrebbero produrre danni fisici anche gravi.

urlogMa cosa minaccia la qualità delle nostre vibrazioni? Esistono fattori fisici che agiscono dall’esterno e fattori emozionali che agiscono dall’interno, molto spesso in relazione tra loro. Tra quelli fisici troviamo comunemente l’eccesso di: elettrosmog, inquinamento ambientale, alcune radiazioni, alimenti processati e raffinati, additivi alimentari, proteine animali, droghe, prodotti industriali e cosmetici contenenti chimica di sintesi, abiti sintetici, alcuni metalli; tra quelli emozionali, stati prolungati di: sedentarietà, affaticamento, depressione, disperazione, dipendenza, frustrazione, indegnità, paura, dolore, pessimismo, irritazione, impazienza, senso di sopraffazione, preoccupazione, scoraggiamento, collera, desiderio di vendetta, odio, invidia, insicurezza, colpevolezza; a questi stati d’animo poi sommiamo le basse energie stagnanti in certi luoghi, l’intrattenimento televisivo e tutto ciò che instupidisce, perché diciamocelo, se l’ambiente che dovrebbe stimolarci ci sta educando ad essere infelici, purtroppo non è un caso.

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Va da sé che, in un sistema che ci spinge invariabilmente verso il basso, non è semplice invertire certe tendenze senza incontrare la dovuta resistenza, ma con volontà e determinazione si può scegliere di cambiare le proprie abitudini e di amare di più se stessi e il proprio corpo. Possedere un alto livello vibrazionale consente all’individuo di mantenere la capacità di connessione con la propria parte evoluta, intuitiva e creativa ma anche di beneficiare di una notevole resistenza fisica. Promuovere valori di scarsa qualità e creare problemi per poi offrire soluzioni che rafforzino il controllo su una massa di cyborg consumatori, lobotomizzati dai media e imbottiti di farmaci, invece, sono gli ingredienti vincenti per mantenere il potere dell’establishment (non solo medico) e condannare la coscienza umana ai livelli più infimi dell’esistenza.

IL GIUSTO APPROCCIO

Esistono molte filosofie in campo medico e alcune di queste contemplano anche gli aspetti ambientali, psicologici e vibrazionali che affronta un corpo malato giungendo spesso alla causa scatenante del problema, interpretando il sintomo come un messaggio specifico e non come il male in sé. Anticamente queste nozioni erano integrate presso i popoli più evoluti ma, in gran parte dell’occidente, la conoscenza si è gradualmente e “volutamente” trasformata nel tempo fino a sottomettersi all’attuale sistema. Sono sopravvissute tuttavia grandi culture, come quella cinese, che valorizzano la circolazione energetica del corpo umano.

Molti ricercatori indipendenti lavorano instancabilmente per trasferire il valore delle antiche conoscenze all’attualità ma la strada è irta di ostacoli e la scienza medica non concede spazi a chi non può attenersi al suo metodo. Probabilmente, unendo il sapere antico alla tecnologia di oggi e disponendo di un’industria al servizio dell’umanità, senza sprechi e fini di lucro, le potenzialità per realizzare un sistema medico completo sarebbero  numerose. In una società per ora ancora utopistica, in cui la prevenzione e un ambiente totalmente bonificato saranno gli elementi fondamentali, al posto dei farmaci tradizionali, si potrebbero utilizzare le proprietà degli alimenti, delle piante officinali (come fa l’Ayurveda o la Medicina Cinese) e di complementi efficaci come le discipline orientali, l’omeopatia, la floriterapia, le acque curative o addirittura l’impiego di particolari frequenze benefiche che possono stimolare il potere di autoguarigione del corpo.

Alcuni studi sull’efficacia dei farmaci hanno dimostrato che solo una piccola percentuale di questi può essere considerata sicura, la maggior parte sortisce effetti indesiderati o funziona grazie al meccanismo del placebo. Il supporto di un farmaco può rappresentare un valido aiuto nella misura in cui allevia la fase acuta del malessere preparando il paziente alla terapia appropriata, agendo come supplemento e non sostituendosi alla terapia. Ma fintanto che il sistema socio-economico e quello medico-scientifico si ammiccheranno a vicenda, la visione di una medicina più giusta e rispettosa della salute comune resterà fine a se stessa; al massimo si potrà discutere di wellness o di malasanità.

Concludo citando quella vecchia leggenda, risalente agli albori di internet, che narrava di come, una nota software house produttrice di un noto antivirus, sia riuscita a diventare leader del settore ideando e immettendo clandestinamente in rete dei malware per dimostrare l’efficacia del suo prodotto. Se qualcuno degli addetti ai lavori di quella stessa azienda, oggi, vi svelasse che leggenda e realtà a volte coincidono, che per esigenze di mercato questo tipo di frode è considerata in un certo senso lecita e che grazie a questo anche lui ha guadagnato molto denaro, voi ci credereste? Ora, pensate più in grande…