Giocattoli tecnologici e retroingegneria aliena

Giocattoli tecnologici e retroingegneria aliena

Vi siete mai chiesti quale sia il nostro reale livello tecnologico, da dove abbia tratto ispirazione e chi ne detenga attualmente i diritti di utilizzo? Ciò che siamo abituati a percepire come tecnologia non è altro che strumentazione per l’intrattenimento, prodotti che danno dipendenza facendo credere di migliorare la propria qualità di vita, di appartenere ad uno status o semplicemente di essere al passo coi tempi. Questa è solamente tecnologia residua, giocattoli per la massa che, ormai si è capito, meno pensa a cosa gli succede intorno, meglio è. Possedere questi prodigi dell’era moderna potrà dare la sensazione di appartenere ad un processo produttivo rivolto al benessere dell’individuo e di conseguenza al miglioramento della collettività ma in verità le cose non stanno proprio così. Le agenzie di PR che si occupano di propagandare determinate “trovate” vengono profumatamente pagate perché sanno fare bene il proprio lavoro, sono espertissime nel penetrare la mente e inibire le resistenze di una massa di individui che ormai vivono con l’acquolina in bocca, nell’attesa di essere ammaliati, soddisfatti con ogni prodotto con cui sia possibile evadere o apparire.

La parola d’ordine è “falsi bisogni”, ovvero, possibilità di arricchimento per alcuni e dipendenza o senso di inadeguatezza per altri. Potrà sembrare una visione triste, ma siamo storditi da queste menzogne ogni giorno, ripetutamente, in qualsiasi luogo. Consideriamo normale lavorare duro tutta una vita per ottenere beni tecnologici di qualità sempre superiore per garantirci una felicità effimera e artificiale che costringe a volere sempre il meglio, in un’eterna spirale di competizione e affermazione sociale. Mentre ci scanniamo tra di noi spinti dalla futilità di questi desideri o ci convinciamo che sia cosa “intelligente” regalare il cellulare ad un bambino, non ci rendiamo conto che sono in atto raffinate strategie di controllo che ci inducono a simili azioni con lo scopo di soddisfare smanie e necessità instillate gradualmente e con cura, per distrarre le nostre coscienze dai veri compiti a cui dovremmo adempiere. Uno di questi è focalizzarci verso noi stessi e la nostra esperienza, cosa che ci potenzierebbe favorendo una consapevolezza scomoda per l’apparato al potere, ormai dedito ad ogni tecnica di raggiro e speculazione. Per cominciare, quando assistiamo a fenomeni di massa, sarebbe opportuno chiedersi CHI nutra tanto interesse a inculcare certi bisogni e per quali ragioni fornisca poi “risposte” che finiscono per deviare le coscienze.

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Impiego di nanotecnologia nella nuova generazione di terminali Nokia

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Il Mindflex della Mattel sfrutta le onde cerebrali per funzionare

In nome della “difesa” e della “sicurezza” viene da sempre impiegato il massimo sforzo e la maggior parte del denaro pubblico. Grazie a questo impegno oggi possiamo asserire di non essere lontani dalla visione che, non a caso, numerosi film di fantascienza ci hanno proposto della tecnologia del futuro. Armi avanzatissime che utilizzano plasma, microonde, laser, antimateria, sistemi per l’invisibilità, propulsione elettromagnetica, antigravità, energia scalare, olografia, nanotecnologia, bioingegneria, robotica e molto altro ancora sono oggi realtà. Tutta farina del nostro sacco? Pare che molti governi abbiano in parte beneficiato di retroingegneria aliena grazie agli ufo-crash avvenuti dagli anni ’40 in poi, come testimonierebbero ad esempio l’impennata in termini di capacità tecnologica della NASA e presunti progetti come il famigerato Aurora.

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Avvistamento di un presunto TR-3B in Belgio

A sostenerlo fu un accreditato ufficiale del Pentagono, l’ormai scomparso colonnello Philip Corso, uno dei primi a denunciare l’utilizzo di queste strabilianti conoscenze da parte di molti governi già dal caso Roswell. Contaminazione che ci avrebbe permesso un balzo incredibile prima in ambito bellico poi di riflesso in quello civile. Oggi, a pochi decenni di distanza dall’invenzione del TV Color, utilizziamo tecnologie come cristalli liquidi, plasma, processori, internet, fibre ottiche, superconduttori, microonde, GPS, apparati wireless, ecc.; tutte “invenzioni” sviluppate prima per impieghi militari e poi, dopo tempi stabiliti, riadattate e concesse in parte e in formule diverse a un mondo di consumatori avidi di tecnologia. Le aziende che producono armi spesso fanno parte degli stessi gruppi che forniscono servizi a noi ignari utenti. Marchi di dominio pubblico che riconosciamo come i catalizzatori del nostro benessere ma che, quando si tratta di vendere la loro tecnologia distruttiva, a parte gli scrupoli, non si sono mai fatti mancare nemmeno gli spot, la cui visione è strettamente riservata a chissà quale “coscienzioso” addetto agli acquisti. Eccone alcuni relativi ad una serie di armamenti di recente sviluppo: