Evoluzione Collettiva e teoria delle 100 scimmie

Evoluzione Collettiva e teoria delle 100 scimmie

Una buona parte di noi si sarà certamente chiesta in molte occasioni quale fosse il senso dell’esistenza. Intimamente lo sappiamo bene, anche se riconosciamo in noi questa esigenza generalmente solo quando la pressione interiore si fa insopportabile. A qualcuno potrà sembrare una visione ardita, ma siamo tutti spiriti “travestiti” da uomini che, privati della memoria, abitano questo mondo tridimensionale con l’unico scopo di migliorarsi. Abbiamo dimenticato la nostra vera natura e tutti gli incredibili poteri che possediamo. Lo abbiamo fatto di proposito, seguendo un preciso accordo, affinché potessimo vivere e interagire in un sistema caratterizzato dalla dualità, servendoci del nostro libero arbitrio, senza i condizionamenti del sapere.

Lo abbiamo fatto per sperimentare un’importante “lezione”, per sviluppare delle potenzialità su questo piano fisico in sintonia con le leggi che lo governano, per esprimere i nostri talenti all’interno di un determinato ambiente e “neutralizzare” il fardello karmico acquisito probabilmente in centinaia di esperienze pregresse. La nostra vera essenza appartiene ad una sostanza che non è di questo mondo. Riunirci un giorno alla sorgente originaria, “tornare a casa” con una coscienza arricchita, è il nostro vero fine. Non siamo qui solo per consumare beni dalla discutibile utilità o subire i limiti imposti da qualcun’altro, ma per essere opportunamente sollecitati dagli stimoli che ci offre la vita che ci siamo scelti per adempiere al nostro impegno. Similmente a degli enzimi, trasformiamo e vivifichiamo noi stessi e questo spazio seguendo un impulso fondamentale: il perfezionamento!

In fin dei conti, evolvere, non è cosa facile e indolore, soprattutto in un epoca come quella attuale, ma se oggi siamo qui è perché lo abbiamo predeterminato, è perché sappiamo di esserne capaci. Elevare il nostro essere, e quindi la nostra frequenza, comporta l’abbandono di tutte quelle inutili “zavorre” che ci ancorano alle vibrazioni inferiori. Come un umido cappotto, logoro e ammuffito, questo tipo di vibrazioni appesantiscono il nostro vivere. Dobbiamo necessariamente cambiare abito, prima che giunga la tanto attesa trasformazione che ci proietterà verso un nuovo paradigma. E’ il compito di tutti, volenti o nolenti. L’evoluzione è una co-creazione.

La consapevolezza è il principale strumento per evolvere, il presupposto essenziale. Divenire consapevoli del presente, ci consente di creare intenzionalmente il nostro futuro e di lasciare andare il passato, permettendoci di osservare le credenze che ci limitano. Credenze che si riplasmeranno per effetto della nuova prospettiva acquisita. L’intenzione consapevole unita all’immaginazione creativa e al giusto approccio emotivo possono produrre effetti incredibili nella vita di chiunque. Riconoscere e saper utilizzare questa sottile magia, ci da la forza per superare i problemi poiché non ci sentiamo più in balia degli eventi ma padroni delle nostre azioni, coscienti di una parte del nostro potere.

Così come esiste un’evoluzione personale, ne esiste una collettiva, un insieme compatto di energie consapevoli attivate da uno scopo comune. Un numero sufficiente di esseri concentrati sul medesimo obiettivo, sull’apprendimento della stessa capacità, genera un’influenza che si diffonde istantaneamente in tutto il gruppo di appartenenza. Pertanto, raggiunto un quorum di individui aderenti allo stesso pensiero, lo scatto evolutivo della specie non è altro che un’inevitabile conseguenza. Esiste una storia che spiega tutto ciò in maniera meno complessa di quanto possa fare la fisica quantistica con il principio della “non località”. Da questa storia è poi nata una teoria che ci porta a riflettere sul reale potere dell’essere umano.

la teoria delle 100 scimmie

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La scimmia giapponese Macaca fuscata (o macaco dalla faccia rossa), è stata osservata allo stato selvaggio per un periodo di oltre 30 anni. Nel 1952, sull’isola di Koshima, alcuni scienziati davano da mangiare alle scimmie delle patate dolci sepolte nella sabbia. Alle scimmie piaceva il gusto delle patate dolci, ma trovavano la sabbia assai sgradevole. Un giorno una femmina di 18 mesi chiamata Imo scoprì che era in grado di risolvere il problema lavando le patate in un ruscello vicino. In seguito insegnò questo trucco a sua madre. Anche i suoi compagni di gioco impararono a lavare le patate e lo insegnarono anche alle loro madri. Questa innovazione culturale fu gradualmente accolta dalle varie scimmie mentre gli scienziati le tenevano sotto osservazione.

Tra il 1952 e il 1958 tutte le scimmie giovani impararono a lavare le patate dolci per renderle più appetitose. Solamente gli adulti che imitarono i loro figli appresero questo miglioramento sociale, gli altri continuarono a mangiare le patate sporche di sabbia. Poi accadde qualcosa di veramente notevole. Possiamo dire che nell’autunno del 1958 vi era un certo numero di scimmie sull’isola di Koshima che aveva imparato a lavare le patate, non si conosce il numero esatto. Supponiamo che un dato giorno, quando il sole sorse all’orizzonte, le scimmie che avevano imparato a lavare le loro patate fossero 99. Supponiamo inoltre che proprio quella mattina, la centesima scimmia imparò a lavare patate. A quel punto accadde una cosa molto interessante! Alla sera di quel giorno praticamente tutte le scimmie sull’isola avevano preso l’abitudine di lavare le patate dolci prima di mangiarle. L’energia aggiunta di questa centesima scimmia aprì in qualche modo un varco ideologico! La cosa più sorprendente, osservata da questi scienziati, fu il fatto che l’abitudine di lavare le patate dolci attraversò, in seguito, il mare. Infatti colonie intere di scimmie sulle altre isole ed anche gruppi di scimmie a Takasakiyama cominciarono a lavare le loro patate dolci!

E’ come se arrivare al punto di massa critica (idealmente 100 in questo caso) avesse instillato in tutte le scimmie una nuova coscienza comune. Sembra perciò che, quando viene superato, un certo numero critico di elementi raggiunge una nuova consapevolezza e la medesima viene passata da una mente all’altra. Sebbene il numero critico possa variare, il Fenomeno delle Cento Scimmie indica che quando vi sono poche persone che conoscono qualcosa di nuovo, questo nuovo concetto rimane di loro esclusiva proprietà. Ma se a loro si aggiunge anche una persona in più, raggiungendo il numero critico, si crea una idea così potente da poter entrare nella consapevolezza di quasi tutti i membri di quel gruppo!

Forse adesso è più facile intuire perché siamo sottoposti a certi bombardamenti mediatici, perché siamo indotti a pensieri separatisti, perché la nostra opinione è un’energia così preziosa per qualcuno che ha interesse a fuorviare gli animi e custodire “delicati” segreti. Sapere è potere ma anche libertà! Attributi che appartengono a tutti gli uomini, non solo ad una minoranza “eletta”. Per evolvere e compiere con la giusta preparazione il grande salto che comunque ci attende, dobbiamo necessariamente sgretolare tutto ciò che non porta alla verità e apprendere chi realmente siamo, ritrovare il nostro centro.

Abbandonare le false convinzioni, perdonare a noi stessi e agli altri, essere ispirati, guardare con occhi limpidi la vita e scorgere il disegno nel quale ci stiamo muovendo, sono tutte cose che derivano da una grande consapevolezza. Uno stato consapevole si raggiunge con costanza e fiducia, amando prima di tutto se stessi, calmando la mente con pratiche meditative e coltivando un sano distacco da tutto ciò che può importunare la crescita interiore. Maggiore è la consapevolezza, maggiore sarà la sicurezza e la capacità di discernimento nella nostra esperienza. Potremo così finalmente accedere a noi stessi, connettendoci fino a sentire la necessità di salire un altro gradino ancora, contribuendo così a raggiungere quella massa critica che farà la differenza.

«Come il mio partner insegna, per una creatura cresciuta nelle 3D è molto difficile comprendere l’interdimensionalità. Vorrei definire le vostre caratteristiche interdimensionali. Tu sei un angelo. Lo sei sempre stato e sempre lo sarai. Sei temporaneamente su questo pianeta come forma fisica 3D e questa parte di te è Umana. Ora, tu pensi che la totalità del tuo intelletto sia con te, vero? Non lo è. Qui ce n’è solo una parte. Il resto è tenuto nascosto, ma sempre collegato e disponibile. Tu sei con te stesso in uno “stato quantico” e il resto di te è da qualche altra parte. E’ stata fatta una domanda: “Si riesce a fare una prodezza che sembra da circo? E’ possibile essere in due posti contemporaneamente?” Vi dirò che, invece, potete essere in molti luoghi nello stesso tempo, e tutti voi lo siete.

Ma, prima, lasciatemi dire da chi dipende: è la coscienza di colui che è qui in forma Umana. Voi non avete multipli di cervello, ma avete multipli frammenti interdimensionali… centinaia di questi, per alcuni di voi. Ve ne illustrerò uno che conoscete. E’ chiamato il Sé Superiore. Questo è quello più vicino al Sé-Umano, che qualcuno di voi ha osato chiamare il sé inferiore (ma non lo è). E’ così che pensate di voi stessi, non è vero? Io chiamerò questa parte fisica, il divino sé Umano. Questi è quello che anela a collegarsi con il Sé Superiore. E questo, amici miei, è lo scopo della vostra vita.» Kryon – canalizzato da Lee Carroll
[Manhattan, New York City, – 1 Aprile 2006]