Avvelenamento coatto da metalli pesanti

Avvelenamento coatto da metalli pesanti

I metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi tra le sostanze inquinanti. Infatti, penetrano lentamente e in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, bloccando l’attività di numerosi complessi enzimatici e dando luogo a gravissime patologie croniche. L’assorbimento dei metalli pesanti a livello gastrointestinale varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza del metallo. Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella gastrointestinale. Alcuni organi (ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione piuttosto elevate immagazinandoli per anni. Oggi l’inquinamento da metalli pesanti può contare su un nuovo grande alleato forgiato dal “prezioso” impegno di ricercatori senza scrupoli: le scie chimiche (o chemtrails). La costante irrorazione da parte di aerei privi di segni distintivi di liquami prevalentemente a base di quarzo, bario e alluminio, sta contribuendo alla diffusione coatta di questi composti nell’ambiente.

L’avvelenamento da metalli pesanti fa probabilmente parte di un progetto occulto per la manipolazione ambientale -e non solo- da tempo perpetrato ai danni dell’intera popolazione mondiale. A dimostrazione di questo si rammenta la propaganda menzognera a favore del piombo condotta all’inizio del secolo scorso. Tale campagna, che venne curata dalla General Motors nel 1922 e avallata dai governi occidentali, asseriva che l’addizione di piombo al normale carburante dei veicoli avrebbe aumentato il potere detonante e quindi la potenza prodotta dai motori, ovviamente senza rischi per l’uomo. Si precisa che già allora si conoscevano gli effetti nocivi del piombo e nessun ministero della salute di nessuna nazione si oppose a questa pratica criminale. Solo in tempi recenti si è deciso di fare marcia indietro, quando mezzo secolo di dati epidemiologici ha confermato con tragica evidenza ciò che si sapeva già. Infatti nel 1930 si abolirono le tubature in piombo per evitare che l’acqua corrente ne fosse contaminata, a conferma che proprio in quegli anni si sapeva quanto fosse pericoloso per l’organismo. La benzina al piombo fu gradualmente eliminata verso la fine degli anni ‘80, ma, durante quei 60 anni, si stima che solo negli Usa 30 milioni di tonnellate di piombo sotto forma di vapori furono riversate nell’aria dai gas di scarico dei veicoli a motore.

La General Motors (e le altre aziende costruttrici di automobili) avrebbero venduto realmente meno se le loro vetture fossero state meno potenti? Pensate poi ai soldi spesi per la campagna di stampa volta a far credere che il piombo fosse innocuo! Se il loro scopo fosse stato quello di vendere più auto avrebbero potuto usare quei soldi per reclamizzarle, oppure in alternativa (detraendo i costi delle spese per la pubblicità al piombo) avrebbero potuto scontarle e venderne di più. Eppure hanno investito soldi in una campagna pubblicitaria per offrire al mondo questo nuovo elemento di progresso: il piombo nell’aria! L’avvelenamento da piombo non è nemmeno terminato, dal momento che lo troviamo in altri prodotti di uso comune come alcuni cosmetici.

Anche il mercurio è un metallo la cui tossicità è assodata da tempo immemore, eppure negli anni ‘40 del secolo scorso si inizia ad utilizzarlo come “conservante” dei vaccini, compresi quelli somministrati obbligatoriamente ai neonati. Da allora si iniziano a registrare sindromi autistiche che prima erano sconosciute e tutta una serie di altri disastrosi effetti collaterali: molti di essi sono imputabili al mercurio di cui è noto l’effetto neurotossico e deleterio per il sistema immunitario. Molto più antica è invece l’origine delle amalgame per le comuni otturazioni dentali, composte da vari metalli tra i quali appunto il mercurio. Ancora una volta per più di mezzo secolo l’avvelenamento è andato avanti e si è posto un freno ad esso solo quando la mole di dati sugli effetti negativi ha confermato che il mercurio è altamente nocivo per l’essere umano.

E’ importante notare che non c’era nessuna ragione per utilizzare il mercurio nei vaccini o nelle amalgame (adesso in molte nazioni sono al bando) così come non c’era nessuna ragione per usare il piombo nella benzina: oggi le macchine funzionano tutte egregiamente senza piombo. Inoltre, le continue interrogazioni parlamentari relative a tale deplorevole condotta non hanno ancora ricevuto risposte soddisfacenti da parte di nessun governo. Quindi l’unica alternativa per comprendere l’assurdità di quanto è stato fatto e di quanto si sta facendo è quella di ipotizzare l’avvelenamento intenzionale della popolazione da parte di istituzioni che invece dovrebbero fare l’interesse delle persone. Lo scopo di tutto questo potrebbe essere quello di mantenerci deboli, timorosi, insicuri e dipendenti da un sistema (anche farmaceutico) che ha sempre deliberatamente fuorviato il cittadino per acquisire potere economico e controllo sulle masse.

I principali metalli tossici

La quantità di piombo contenuto nel nostro corpo è 500 volte superiore rispetto a quella presente 100 anni fa. Il piombo interagisce con il glutatione, la glutatione perossidasi e con il selenio bloccando quindi uno dei meccanismi chiave della nostra difesa antiossidante. Viene ingerito con l’acqua potabile (contaminata dalle condutture in piombo), i cibi in scatola, le tinture, i gas e l’ inquinamento atmosferico. I sintomi da intossicazione da piombo comprendono: cefalea, depressione, insonnia, affaticabilità, irritabilità, ansia, debolezza, algie muscolari, mancanza di appetito, calo ponderale, ipertensione, ridotta funzionalità renale e surrenalica, infertilità nell’uomo e aborti spontanei nella donna, gotta saturnina, anemia da deficienza di ferro, pigmentazione blu nerastra alla base delle gengive. Sorgenti di piombo sono: atmosfera, gas di scarico delle auto, fonderie, acqua potabile, verdura coltivata in prossimità di vie trafficate e/o in terreni contaminati, frutta e succhi in barattolo, latte proveniente da animali allevati in pascoli contaminati, carni (soprattutto fegato di animali contaminati), dentifrici, batterie di auto, quotidiani, tabacco e cenere di sigaretta, tinture per capelli.

Il mercurio è un veleno mortale per tutti gli esseri viventi. Il pesce, per sua natura, lo accumula in grande quantità. La sintomatologia da avvelenamento da mercurio comprende: insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansia, depressione, perdita di peso e di appetito, tremori, allucinazioni, parestesie alle labbra ed ai piedi, debolezza muscolare, amaurosi, sordità, disturbi della parola e coordinazione, ridotta funzionalità renale. Il mercurio è presente in svariate sostanze quali: amalgame dentarie, termometri e barometri, cereali trattati con funghicidi, pesci e mammiferi marini, cloruro di mercurio usato nei laboratori di istologia, talco, cosmetici, coloranti, diuretici, supposte antiemorroidi, detergenti per pavimenti, filtri dei condizionatori d’aria, conservanti per il legno, lassativi, adesivi, pomate antipsoriasi e tatuaggi.

L’alluminio è il minerale più diffuso sulla superficie terrestre, ma non svolge alcuna funzione utile per il corpo umano. E’ stata dimostrata la costante associazione di accumuli di alluminio in patologie caratterizzate da disturbi mentali quali: Alzheimer, Parkinson e Down. L’accumulo nell’uomo avviene con grande lentezza probabilmente in misura di pochi nanogrammi al di, per cui all’età di 60 anni la quantità di alluminio può raggiungere quantità significative. I disturbi comprendono: pneumoconiosi, sequestro di fosfati dal tratto gastrointestinale con osteoporosi e rachitismo, reazioni cutanee, nefrite, epatopatie, coliti, iperreattività nei bambini, Alzheimer. Prodotti che contengono alluminio sono: contenitori per la cottura di alimenti, antiacidi, deodoranti, materiali di costruzione, utensili, cavi e materiali da isolamento, materiale da imballaggio, lattine per bibite, acqua potabile, birra, cibi in scatola, spray nasali, dentifrici, ceramica, amalgame dentarie, filtri per sigarette, tabacco, gas auto, pesticidi, additivi, sale da tavola e condimenti, formaggi, medicamenti contenenti caolino, suture, nicotinato di alluminio.

Ogni sigaretta comporta l’assunzione di 1,4 mcg di cadmio ed un pacchetto di sigarette aumenta i depositi del cadmio di 4 mcg, impegnando e sottraendo capacità antiossidante a tutto l’organismo. Il cadmio può aumentare lo spessore della membrana basale dei piccoli vasi e dei capillari riducendo la circolazione. Nelle donne viene interessata anche la circolazione uterina con conseguente possibile prematurità o deformità del feto. La sintomatologia comprende: affaticabilità, ipertensione, anemia ferro-priva, enfisema polmonare, osteoporosi in donne del 3° mondo con gravi deficit alimentari, epatopatie, anosmie, colorazione giallastra dei denti, coliche renali, ipercalciuria, sindrome del lattaio (linee di pseudofrattura alla scapola, femore ed ileo), ipofosfatemia, artrite reumatoide, ridotta produzione di Vit D, insufficienza polmonare, proteinuria, aminoaciduria, cancro prostatico. Il cadmio è presente in: acqua potabile, farina di grano raffinata, cibi processati, ostriche, rene, fegato, riso, fumo di sigaretta, tabacco, fertilizzanti, protesi dentarie, ceramiche, coloranti, materiale elettrico, sostanze antiruggine, polivinile, funghicidi, pesticidi, raffinerie, prodotti di scarto delle gomme, combusti di olio.

Le terapie efficaci

In caso di accertata contaminazione (esame del sangue, urine, capello), oltre ad una dieta variata e alcalinizzante a base di fibre, aminoacidi solforati e antiossidanti, è indicata una terapia chelante. In Italia si applicano al paziente intossicato costosi trattamenti regolati da protocolli gestiti interamente da strutture ospedaliere, mentre all’estero è più facile reperire integratori specifici di origine naturale e godere di una migliore profilassi ambientale. Un trattamento ben eseguito riesce, in tempi accettabili, ad eliminare dall’organismo la maggior parte dei metalli tossici. La terapia chelante utilizza varie sostanze chimiche, come EDTA che, veicolate dal sangue, staccano e sciolgono i depositi delle sostanze tossiche accumulate in tutto il corpo per alimentazione, inquinamento e comportamenti errati. Questa terapia si effettua per fusione venosa lenta, da 1 a 3 volte la settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della funzionalità renale. Il miglioramento dei disturbi si concreta durante il ciclo di cura 20-30 perfusioni ed è massimo dopo 3-6 mesi dalla fine della cura. Il risultato è migliore nei diabetici e quando il malato ottimizza il proprio stile di vita eliminando gli ormai noti fattori di rischio.

La terapia chelante consiste in un ciclo da venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni alterni o meno frequentemente. Ciascuna fleboclisi ha una durata media di tre ore e si effettua ambulatoriamente. Il primo ciclo di terapia può essere seguito successivamente da cicli di mantenimento. Sostanze come EDTA possono produrre effetti collaterali e, se assunte per via esclusivamente orale, vengono assorbite solo parzialmente prolungando così sensibilmente il periodo di cura.

Altre sostanze chelanti impiegate oltre a EDTA sono:

Dimercaptopropanolo (dimercaprolo), indicato come agente chelante per l’avvelenamento da arsenico, oro, mercurio e piombo

Penicillamina, nelle intossicazioni da metalli pesanti

Deferoxamina mesilato (deferoxamina), trattamento indicato nell’avvelenamento acuto da ferro

Acido dimercaptosuccinico (DMSA), indicato nelle intossicazioni da piombo

Trientina, chela il rame ed il ferro e ne riduce l’assorbimento a livello intestinale.

Lo spettro delle malattie dovute all’accumulo di metalli pesanti nel corpo è molto ampio ed è facile intuire quanto sia importante documentarsi e prevenire il più possibile i danni da avvelenamento da queste sostanze. Oggi la contaminazione ambientale da metalli pesanti ha ormai raggiunto livelli critici e non risparmierà certamente anche chi detiene la responsabilità di questo crimine contro l’umanità. Plausibilmente, chi conosce da tempo il problema e ha soldi per farlo, può ricorrere a tutte le terapie preventive e disintossicanti che vuole. Per quanto riguarda gli altri, informati o meno dei pericoli che corrono, il motto è sempre lo stesso: uomo avvisato, mezzo salvato!

Fonti:

http://www.anagen.net/chelante.htm

http://scienzamarcia.altervista.org/dossier2.html

http://www.chelationtherapyonline.com/

http://www.healingdaily.com/oral-chelation.htm

http://www.mercurypoisoned.com/index.html

Protocollo per la rimozione sicura delle amalgame:

http://www.tempista.it/public/forum/allegati/Documento_20120620085149.pdf (pdf)

Altre informazioni:

http://cristianadistefano.it/